SEBASTIEN ROCHE

Sébastien Roche é un artista autodidatta francese, nato a Lille nel 1971. Nel 2005 inizia con le prime esposizioni e dal 2012, espone in Francia e in altri paese europei, principalmente in fiere d'arte contemporanea e nelle maggiori gallerie.

Fin dall'infanzia Sébastien é stato indirizzato all'arte grazie al nonno che fu un famoso pastellista.  Malgrado ciò, solo tardivamente Roche ha deciso di intraprendere in modo più concreto la sua carriera artistica.
E' con la sua serie « Sans Visages » (Senza Volto) che Roche si impone nello scenario artistico contemporaneo. I suoi ritratti hanno come caratteristica principale l'assenza del volto. Nella prima serie sono molto stilizzati e riprodotti in grande numero e gli hanno permesso di trattare principalmente temi sull'individuo e del suo posto nella società. Nella seconda serie Roche si avvicina di più al figurativo e riesce a distaccarsi dalla coerenza dei suoi personaggi, aprendosi alla possibilità di cambiare i temi trattati.
Dal 2016, lo scopo principale di Roche é di suscitare l'immaginazione di chi guarda le sue opere.
Nella serie « Taken At Central », infatti, i nomi accompagnano i suoi personaggi e, malgrado la precisione della loro identità, rimangono oggi anonimi, spariti da un secolo e dal tempo che passa. In realtà, le sue tele si ispirano ai «mug shots» (foto segnaletiche) di un posto di polizia a Sidney negli anni 20.

 

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VALERIA PATRIZI
 

 

Valeria Patrizi nasce nel 1979 a Roma dove oggi vive e lavora. Nel 2004 si laurea all’Accademia delle Belle Arti di Roma (cattedra di pittura Nunzio Solendo), dopo aver frequentato per 6 mesi la  “Facultad de Bellas Artes de Granada” (Spagna). Diplomata in Restauro pittorico presso la Scuola di Restauro San Giacomo del Comune di Roma Inizia il suo percorso artistico studiando le tecniche pittoriche e la forma attraverso il disegno e lo studio dell’anatomia. Dopo un lungo periodo di studio della pittura accademica se ne distacca indirizzandosi verso una nuova dimensione pittorica più essenziale e originale; nelle sue grandi tele, spesso esposte senza telai come fossero grandi arazzi, utilizza caffè, thè e bitume cercando l’equilibrio della forma attraverso linee e macchie. In costante ricerca di una nuova e simbolica idea della figura umana si sofferma sull'immagine della donna; la sola in cui può perdersi e ritrovarsi.

Ha all'attivo importanti mostre collettive e personali presso gallerie private e spazi istituzionali.